La storia di Westley Allan Dodd, serial killer americano che uccise tre bambini nel 1989. L’arresto dopo un rapimento fallito, il diario degli omicidi e l’impiccagione del 1993.
Il 5 gennaio 1993, nel penitenziario statale di Walla Walla, nello Stato di Washington, Westley Allan Dodd venne giustiziato mediante impiccagione. Aveva 31 anni ed era stato condannato a morte per aver assassinato tre bambini nel 1989.
La sua esecuzione rappresentò un evento storico: era la prima impiccagione legale negli Stati Uniti dal 1965 e la prima esecuzione capitale nello Stato di Washington dal 1963.
A rendere il caso particolarmente controverso fu la decisione dello stesso condannato, che rinunciò a proseguire gli appelli e chiese espressamente di essere impiccato.
Dodd aveva confessato gli omicidi, descrivendoli in un diario personale. La sua cattura, tuttavia, era avvenuta grazie alla resistenza di un bambino di sei anni, riuscito a sfuggire a un tentativo di rapimento.

Westley Allan Dodd: i tre bambini assassinati e il diario degli omicidi
Nato il 3 luglio 1961 a Toppenish, nello Stato di Washington, Westley Allan Dodd aveva precedenti per reati sessuali contro minori.
Il 4 settembre 1989, nel David Douglas Park di Vancouver, aggredì due fratelli che stavano giocando con le biciclette: Cole Neer, 11 anni, e William “Billy” Neer, 10 anni.
Dodd condusse i bambini in una zona isolata del parco e li accoltellò ripetutamente. Cole morì sul posto, mentre Billy perse la vita durante il trasporto in ospedale.
Le indagini non portarono immediatamente all’identificazione dell’assassino.
Il 29 ottobre 1989, Dodd rapì un altro bambino, Lee Iseli, di appena quattro anni, mentre si trovava in un’area giochi di Portland, in Oregon.
Lo portò nel proprio appartamento, dove lo sottopose a violenze sessuali e lo uccise. Il corpo venne abbandonato nei pressi del Vancouver Lake e ritrovato il 1° novembre.
Gli investigatori non sapevano ancora che i tre omicidi fossero opera dello stesso uomo.
La svolta arrivò il 13 novembre 1989, quando Dodd tentò di rapire James Kirk, un bambino di sei anni, all’interno del Liberty Theatre di Camas.
Il piccolo riuscì a liberarsi e a fuggire, permettendo alla polizia di arrestare l’aggressore.
La confessione, la condanna a morte e l’impiccagione del 1993
Dopo l’arresto, gli investigatori scoprirono che Dodd abitava vicino al parco dove erano stati uccisi i fratelli Neer e lavorava nei pressi del luogo del ritrovamento di Lee Iseli.
Durante gli interrogatori, confessò tutti e tre gli omicidi.
Le perquisizioni nel suo appartamento portarono alla scoperta di fotografie, oggetti appartenenti alle vittime e soprattutto di un diario nel quale aveva descritto la preparazione e l’esecuzione dei delitti.
Le annotazioni dimostravano che gli omicidi erano stati pianificati e che Dodd aveva studiato attentamente luoghi e modalità per avvicinare i bambini senza essere scoperto.
Nel giugno 1990, l’imputato si dichiarò colpevole dei tre omicidi aggravati e del tentato omicidio di James Kirk.
Il 14 luglio 1990, una giuria lo condannò alla pena capitale.
Dodd rinunciò successivamente ai ricorsi ordinari, sostenendo di meritare la morte. Scelse inoltre l’impiccagione al posto dell’iniezione letale, affermando di voler subire una forma di esecuzione collegata al trattamento inflitto alla sua vittima più giovane.
La decisione suscitò le proteste delle organizzazioni contrarie alla pena di morte, tra cui l’American Civil Liberties Union, che contestò la costituzionalità dell’impiccagione.
La Corte Suprema dello Stato di Washington, nell’ottobre 1992, confermò la condanna e riconobbe che Dodd poteva rinunciare agli appelli ordinari, pur dovendo essere sottoposta a controllo giudiziario obbligatorio la sentenza capitale.
Nelle prime ore del 5 gennaio 1993, Westley Allan Dodd venne impiccato a Walla Walla, alla presenza di testimoni, tra cui familiari delle vittime.